Mamma si nasce o si diventa?

Come direbbe mia nonna e me lo ripete tutte le volte che mi vede “in azione” coi miei figli:  ”C’è poco da fare: mamma si nasce!”.

Io pur con tutto l’affetto e il rispetto che nutro nei suoi confronti,  è stata per me più di una nonna, mi ha cresciuta, le ho sempre risposto che non è così.

Per me era sempre stato il contrario. Ho sempre pensato che madre lo si diventasse.  Alcune lo diventano  nell’istante stesso in cui scoprono di essere incinta, perché, da quel momento, tutte le proprie azioni, gesti e pensieri sono rivolti alla creatura che si ha in grembo. Si aziona immediatamente quell’istinto di protezione nei confronti del proprio cucciolo che troverà la sua espressione massima quando, finalmente, dopo nove mesi, settimana più settimana meno, avrai il tuo bimbo tra le braccia. Altre solo quando hanno davanti il proprio figlio.

Mi dicevo: “si impara un po’ alla volta a far la mamma”.

Non esiste un manuale d’ istruzione su come sarà la tua vita col bambino, nessuno ti può preparare a tutte le notti insonni, alle ansie per quando si ammalano e piangono senza che tu, madre alle prime armi, ne capisca il motivo. Nessuno ti può spiegare a parole quanta gioia e soddisfazione proverai per i loro sorrisi e primi progressi (batte le mani da solo/a, ha afferrato il suo primo pupazzo, etc.). Mentre loro crescono e imparano a conoscere il mondo, tu cresci con loro e impari a far la mamma. Il tuo bimbo ti aiuta e guida in questo percorso.

Beh, non che non pensi più a quanto appena scritto, ma, ultimamente, osservando varie realtà che ho intorno e sentendo e leggendo commenti di donne e mamme con esperienze  a volte simili e altre completamente diverse dalla mia, vi dico: forse è vero che mamme si nasce.

Non ho mai pensato di possedere un grande “istinto materno”. Non sono una persona particolarmente affettuosa e coccolona (se voglio bene a qualcuno glielo dimostro con i miei comportamenti e le parole, ma non sono quella che da tanti baci e abbracci). Inoltre non credo che la pazienza spicchi tra i miei pregi, ma, da quando sono madre, anche questi aspetti sono cambiati. Pur essendo molto testarda e impulsiva, ho trovato dentro di me una calma (non sempre) e una dolcezza che non pensavo di possedere. Sicuramente i miei figli mi hanno migliorata e fatto emergere e riemergere qualità (caratteriali e non) nascoste o solo sopite.

Conosco mamme, donne apparentemente molto dolci e disponibili che, però, non hanno assolutamente voglia di occuparsi dei propri figli e delegano completamente il ruolo ai nonni. Magari li seguono nei compiti e gli comprano regali per la promozione o un buon voto, ma non hanno mai passato una sera sedute al capezzale dei propri figli a leggergli la favola della buonanotte, o trascorso qualche ora con loro a giocare, portati al parco, né assecondato le aspirazioni o ne hanno mai sostenuto le scelte.

Ce ne sono altre, invece, come la ragazza boliviana che ogni tanto, oltre ad aiutarmi in casa, fa da tata a Giorgio, che non ha figli e non è sposata né fidanzata, ma coi bambini è bravissima: dolce, paziente, ci gioca e, con modi sempre garbati, “ci ragiona”. Si, perché i bambini sono sensibili e capiscono tutto. Non serve imporgli le cose per farsi obbedire, come pensa qualcuno, ma bisogna saperli prendere per il giusto verso.

Questa ragazza, penso proprio,  sia “una madre nata” e le auguro di riuscire a crearsi presto una famiglia.

Un’amica, con cui parlavo di questo articolo, ha detto una cosa molto giusta, ed è questo il punto a cui volevo arrivare:  mamma sia si nasce che si diventa.

Si nasce perché un qualcosa, non so se sia più istinto o predisposizione, dentro di te, anche se non lo sai deve esserci. Poi, però, col tempo e grazie ai propri figli, si diventa una mamma ogni giorno migliore.

La mamma, o almeno io come mamma, mi sento in continua evoluzione. Forse perché loro crescono e cambiano le loro esigenze, e io mi modifico con loro e per loro (una mamma deve essere anche versatile).

Mi sono resa conto col tempo che la “mamma di Giorgio” era diversa dall’attuale “mamma di Giorgio e Gaia”. Forse perché adesso ho conoscenze, consapevolezze, maggior serenità e mi sento una mamma “più adatta”. Anche in questa seconda maternità ho avuto i miei problemi e le varie intromissioni e consigli, spesso non richiesti. Ma questa volta ero più sicura di me e più “documentata” su tante cose. Inoltre ho avuto l’appoggio di tante mamme-bis conosciute durante la prima gravidanza e tutto è stato un po’ più semplice.

Chiara Bacchi

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10 pensieri su “Mamma si nasce o si diventa?”

  1. RIBLOGGO anche io da me….perchè un bellissimo post!!

    io…credo di diventarlo giorno dopo giorno…..e ogni giorno mi cambia e mi fa crescere sia come mamma che come persona….

  2. Io sono una mamma di figlia grande, ormai sono convinta invece che mamme si diventa. Si cresce nella maternità insieme ai figli, affrontando man mano quello che si presenta giorno per giorno. Non credo all’istinto … credo all’amore e alla capacità di darsi alle persone non solo ai figli eh… in generale. E mille e mille volte ho pensato di aver sbagliato ogni cosa…

  3. Anche io divento e ridivento mamma ogni giorno, come scrivo nell’articolo. E sono perfettamente d’accordo sul fatto che le situazioni e realtà che ci si pongono davanti sono mutevoli e noi, come mamme e anche come donne dobbiamo riuscire ad adattarci e a “mallearci” per affrontarle nel modo migliore. Però, la mia, seppur ancora scarsa, esperienza da mamma (il mio cucciolo “grande” ha solo 4 anni), mi portano a dire che l’istinto da mamma, quando si tratta dei propri figli, anche se non sono ancora nati, non sbaglia. E che se non lo si ha, pure sopito o “sconosciuto” non si riesce davvero a diventare “mamma”.
    Solo sabato scorso sono diventata zia. La piccola Giulia è nata a 34 settimane e mezzo. A tutti i controlli mamma e bimba stavano bene. Poi sabato, senza che ci fosse un reale motivo, mia cognata ha avuto una “sensazione” e dopo l’incontro del corso preparto ha chiesto a mio fratello di accompagnarla a fare un controllo. Considera che avevano già tutta la giornata e il we organizzati. Dall’ecografia il ginecologo di turno l’ha portata in sala parto perchè il battito era molto rallentato. Giulia è nata quasi-morta. Polmoni pieni di liquido amniotico e sono state davvero ore e giorni difficili. Ora si sta riprendendo, l’hanno staccata dall’ossigeno e anche la sua mamma sta meglio dopo il cesareo. Per me è stato un miracolo che è riuscita a fare la sua mamma per la piccola Giulia. L’istinto conta.

    1. L’istinto chiama, bisogna mettersi in ascolto, nn è facile, tutto intorno ci piomba addosso con furia, il rumore della vita può essere assordante… Per questo è importante fermarsi ogni tanto, osservare, osservarli i nostri figli, lasciare fluire.. L’istinto prevale.

  4. Io non sono molto d’accordo con un sotto inteso al tuo articolo: mamma e’ solo quella “dolce e disponibile” che li porta al parco e sta al loro capezzale? Non può essere quella che li segue nei compiti, prepara loro da mangiare, compra i vestiti, lavora per garantire loro un futuro migliore, impone qualche regola?
    non so! ma questa cosa dell’istinto non mi convince.
    Meno male per la tua nipotina…spero che stia meglio ora. Queste storie fanno gelare il sangue! Un abbraccio alla sua mamma.

    1. Ciao, mi dispiace se e’ trapelato un messaggio sbagliato. Io sono seriamente convinta che i genitori debbano dare le regole, aiutarli nei compiti e lavorare x garantire ai proprio figli un futuro. Nonostante tutto non devono dimenticarsi di tornare anche un po’ bambini in loro compagnia e dedicargli del tempo di qualità (giocarci o fare qualche attività con loro).

      Per quanto riguarda mia cognata sta meglio e anche la bimba ha preso peso, ma è ancora alimentata col sondino.

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