Trasformare le emozioni in gravidanza

Prendo spunto da una discussione nata nel gruppo da mamma a mamma …da donna a donna sui corsi preparto.

Vi voglio raccontare la mia esperienza.  Ho già scritto che ho 3 figlie e in tutte e tre le gravidanze ho fatto il corso preparto e travaglio in casa con la mia amata ostetrica Franca Zucchinali.

Vi voglio raccontare il secondo e terzo percorso perché particolarmente significativi.

Sono rimasta incinta di Viola che Sofia non andava ancora all’asilo eravamo  sempre insieme tutto il giorno. Avevo la necessità però di trovare uno spazio fisico e mentale dove potermi dedicare alla nuova bimba che avevo in pancia. Non era tanto capire come si fa a partorire, quello chiaramente lo sapevo già. Era proprio la necessità di sintonizzarmi con lei, con Viola.

Avevo anche bisogno di dare voce ai pensieri che si sovrapponevano nella mia testa. Io e Sofia ancora una cosa sola dopo quasi tre anni di vita insieme. Sarei stata capace di amare così tanto un’altra creatura? Lei è tutto! Il primo parto è stato splendido e questo? Se dò spazio a Viola perdo Sofia? Dubbi, paure che mi tormentavano. Un giorno al corso Franca mi dice che forse dovevo rivivere il primo parto per placare tutte queste emozioni. Così mi ricrea in pochi semplici gesti quel magico momento. I vocalizzi che mi aveva insegnato per incanalare il dolore, il profumo di lavanda, le sue mani, la sua voce … inizio a piangere, un pianto liberatorio un pianto di separazione. Avevo iniziato a lasciar andare Sofia.

Il giorno dopo, guarda caso, con un secondo bellissimo parto nasce Viola una bella bambina di 4 kg. Ha capito che ora c’era spazio anche per lei, ero pronta ad accoglierla.

Dopo quasi 5 anni ecco una nuova gravidanza.  Non ho avuto dubbi, rifaccio il percorso con Franca.

Questa volta è stato un corso più intimo più profondo. Ho trovato mamme donne meravigliose con cui ho sperimentato il significato della parola sorellanza. Ci siamo confidate cose che probabilmente neanche alle amiche più care abbiamo mai detto.  Il solo fatto di essere lì insieme di raccontare le piccole grandi cose del quotidiano, di fermare il tempo dentro quella stanza, bere una tisana insieme raccontarsi e ascoltare ridere e piangere. L’abilità di Franca nel raccogliere tra le sue sagge mani tante storie e renderle più leggere più gestibili più vivibili.

In questa gravidanza ho dovuto elaborare un lutto, un lutto doloroso. E’ mancata un’amica, una mamma una confidente una persona unica e speciale che mi ha insegnato non solo una professione ma anche a fare la mamma in un certo modo… all’altezza dei bambini.

Marinella era malata da tanto tempo, il cancro quel maledetto bastardo! Un giorno mi telefona con un pretesto, dovevo scegliere dei libri per lei da regalare al suo nipotino. Ho capito solo dopo che mi stava salutando. Pochi giorni dopo è morta.

Io ho avuto paura tanta paura. Ho avuto paura che se avessi permesso al dolore di invadermi forse non sarei riuscita a gestirlo, avrebbe potuto fare male alla mia piccola. Così ho tenuto tutto in sordina. Sì ho pianto ma un pianto timido sottile. Poi un giorno vado al corso e racconto di lei, di tutto quello che ha significato per me. Franca mi prende le mani e con la sua voce calma mi dice che dovevo lasciarla andare. Dovevo salutarla. Lì ho capito. Nuovamente dovevo lasciar andare! Lasciare andare il dolore, lasciare andare le lacrime.

Quel dolore che non avevo voluto raccontare si era depositato nel corpo, avevo un terribile mal di schiena, un dolore pungente sgraziato che mi procurava contrazioni. Incontro nuovamente un’altra meravigliosa donna Giovanna. Ancora una volta mani calde che si fermano proprio lì dove avevo fermato il dolore. Lentamente il corpo si rilassa, si lascia andare, si affida. Il mio bacino si apre, sempre di più mi sembra di sognare, vedo una mamma orsa con il suo cucciolo avvolti lì uno contro l’altro a riscaldarsi al chiaro della luna. Nuovamente lacrime che scorrono sulle mie guance.

Ciao Marinella sono riuscita a salutarti!

Noi sappiamo partorire, la natura ci ha fatto capaci di farlo. Non abbiamo bisogno di sapere come è fatta la sala parto. Abbiamo bisogno di riconoscere le nostre emozioni dargli una forma  trasformarle.

Lucia nace 2 giorni prima del termine. Un altro bellissimo parto.

Arianna

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1 commento su “Trasformare le emozioni in gravidanza”

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