Ma questo “alto contatto”… Cos’è?!

Stamattina è mattinata di pensieri molto profondi.

Mi interrogo spesso sul mio modo di essere madre, sono “una mamma ad alto contatto” e non so quanti voi sappiano che cosa significhi.

Nel senso stretto della definizione le mamme ad alto contatto sono quelle che allattano a lungo, che dormono con i propri figli, che non alzano mai le mani e poco anche la voce (non dico mai perché siamo passibili di errore come tutti, naturalmente).

Sono quelle che perdono ore a spiegare e rispiegare le motivazioni di ogni azione, decisione e comportamento per far capire ai propri figli che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, perché è giusto o sbagliato, che cosa conta e che cosa no.

Quelle a cui non escono mai dalla bocca frasi tipo “Perché lo dico io!”.

Sono quelle che nella maggioranza dei casi sentirete definire come “troppo permissive” perché permettono ai figli di rotolarsi nella terra, di dipingere sui muri di casa e di urlare la propria rabbia.

Io non ero così e quasi nessuno dove vivo è così, ho letto molto, mi sono dovuta “ristrutturare”, ho lottato con chi educa con me il mio bambino perché adottassero questo stesso tipo di approccio.

E’ un modo di crescere i figli che spesso fa sentire spaesati, perché, come dicevo, mancano degli esempi concreti da seguire; proprio stamattina in un gruppo di genitori che hanno scelto questo stile di maternage ci davamo pacche sulla spalla l’una con l’altra perché condividiamo  pienamente le titubanze di un approccio che abbiamo solo letto e mai sperimentato; ci sono giorni in cui vedo alcuni comportamenti di Simone che mi fanno pensare di aver sbagliato tutto, poi in realtà noto anche moltissimi atteggiamenti maturi, un’interiorizzazione delle buone pratiche (anche se ovviamente non sempre riesce a trasformare l’acquisito in attuato, ma nemmeno noi, no??) e che chi educa in modo impositivo ha risultati ben peggiori (cosa che non farei comunque, ma che serve da rimbalzo quando qualcuno mi dice che “chiudo troppo gli occhi”).

Non molto tempo fa le mie amiche (senza figli e che se ne guardano bene) hanno passato la domenica da noi e ad un certo punto mi hanno detto “Comunque tuo figlio è proprio bravo, mio nipote/vicino/cugino invece…”…

Lasciate passare il termine “Bravo” (dovrei aprire un intero capitolo sul significato che certe parole assumono se dette ai bambini), ma è per dire che spesso la paura di sbagliare e di non sapere in realtà “cosa ne verrà fuori” ci fa sembrare le giornate nere più importanti di quel che sono e appanna il buono che stiamo ottenendo.

Per pura fortuna e casualità mi sono imbattuta nel video di un uomo che pare proprio essere stato allevato come io sto cercando di fare.

Guardate il video, guardate i risultati.

I bambini di oggi sono gli uomini di domani, e sono nelle nostre mani.

Memento.

Michela

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3 pensieri su “Ma questo “alto contatto”… Cos’è?!”

  1. Ciao Michela, sono d’accordo con te e penso che tu sia una bravissima mamma. Purtroppo io non ho abbastanza pazienza per essere come te, ma ci sto lavorando…
    Sono arrivata al tuo blog da “io tifo per voi” che ha segnalato questo tuo post: è stato un piacere averti conosciuta!!

    1. Ciao Koko! Intanto ti ringrazio 🙂 Ma ti dico anche che probabilmente da quello che scrivo è possibile che io sembri meglio di quel che sono, fidati che anche io ho moooolto da lavorarci!! 😀
      P.S. Io invece ti conoscevo già! Da “Mamme Blogger” 😀 A volte gli intrecci della rete sono roprio strani!!

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