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PECORELLE MORBIDOSE&co

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La settimana appena trascorsa è stata davvero piena di “prime” esperienze. Continua a leggere PECORELLE MORBIDOSE&co

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Giochi da maschi, giochi da femmine. Le bambine geco.

Resto sempre molto meravigliata quando mi capita di incrociare genitori che non permettono al proprio figlio maschio di giocare con un palloncino rosa o con una bambola. Nonostante oggi fosse carnevale, dove ogni scherzo vale, non si può accettare un bimbo che vuole un delfino rosa ma si può invece accettare una femmina travestita da spiderman. Io sono convinta del fatto che i bambini comunicano i loro stati d’animo attraverso il gioco. Con la loro  creatività , fantasia e realtà non sono ancora distinti… lì tutto è possibile. Se un bambino gioca con una bambola non significa che è gay ma stà solo imitando quello che la mamma e il papà fanno con lui. Mettono nel gioco tutto l’accudimento e la tenerezza che ricevono. Se una femmina gioca con la spada invece è più accettato, si dice che è un maschiaccio. Fa meno paura? Non lo so. Io ho tre femmine e ho tante di quelle bambole praticamente nuove che potrei riempire un negozio. Abbiamo giochi di tutti i tipi ma una cosa su tutte regna sovrana! I travestimenti. La piccolina vedremo che strada prenderà (sembra un po’ più interessata alle bambole) ma le prime due le ho viste travestirsi da moschettieri, pirati, principesse, scalatori, animali di ogni genere (centauri compresi), sirene, ladri, ballerine e chi più ne ha più ne metta. Ho cercato di cogliere nel  gioco che stavano creando una sfaccettatura della loro personalità, un’emozione che si liberava, uno sfogo, una ricerca, una richiesta.

L’ultima trovata sono le bambine geco. Le bambine geco sono due femmine che cercano attraverso l’uso di scotch biadesivo di trasformarsi in questo curioso animaletto e poter camminare sui muri e sul soffitto.

Impresa chiaramente impossibile, ma vederle tanto emozionate mi ha fatto  pensare al loro desiderio di natura, di piedi scalzi, di parti primitive da esplorare! Chissà che mondo fantastico si celava dietro a quel gioco apparentemente tanto buffo.

Forse a volte dovremmo fermarci ad osservarli e invece che etichettare velocemente con nostri pregiudizi dovremmo chiedere in quale mondo fantastico sono. Potremmo scoprire di loro cose meravigliose.

E allora che male c’è se un maschietto vuole giocare con un delfino rosa? Chissà quale immagine poetica gli evoca! Magari una mamma delfino? In fondo quanti poeti che ci hanno emozionato erano uomini, capaci forse anche più delle donne di toccare le nostre emozioni? E quante donne abili manager o marescialli?

Entrambi i generi  hanno parti maschili e parti femminili e tra di loro credo sia importante mantenere un continuo dialogo interno. Noi genitori dobbiamo aiutarli in questo, perché è uno di quei  tanti tasselli del puzzle, che li conduce verso la lunga e faticosa ricerca della loro identità.

Arianna

Voglio andare a vivere in campagna!

“Voglio andare a vivere in campagnaaa, a a a a…”

Così cantava Toto Cutugno tempo fa.

Ultimamente anch’io mi trovo spesso a pensare di voler vivere in campagna: aria pulita, tanto spazio dove i bambini possono giocare in libertà senza che noi genitori dobbiamo preoccuparci di auto e motorini, ambiente più rilassato.. Continua a leggere Voglio andare a vivere in campagna!

A cena …con imprevisto!

Serata romantica in tre? Si può fare! Tranquilli, il terzo infiltrato di cui parlo è naturalmente un marmocchietto! Io per la verità di marmocchietti ne ho tre, e come spesso succede, anche nella mia famiglia le occasioni per stare un po’ soli soletti io e il maritino nn esistono proprio! Anzi, il maritino per la verità diventa il pungiball sul quale riversare tutta la stanchezza della giornata, per cui anche quelle due ore scarse dopo rituale “pigiama-lavaggio denti-lavaggio nasale-storia/canzone/cullamenti vari”, si finisce sul divano con copertina e Sanremo! Continua a leggere A cena …con imprevisto!

Mani di carta

mani1Questo inverno, ahimè, si sta rivelando piuttosto piovoso e quindi, più volte, mi sono ritrovata a pensare alle attività da fare nelle ore dopo l’asilo col mio primogenito quattrenne.

Letture di libri illustrati (sopra tutti Robin Hood e i libretti di Peppa Pig (povera me!)), giocare con lui ai pirati (“Jake e i pirati dell’isola che non c’è” è uno dei suoi programmi preferiti), qualche gioco in scatola (tra le altre cose Santa Lucia ci ha portato “Otto il maialotto che fa il botto”) e poi?

Non so i vostri bambini, ma il mio, anche dopo l’asilo, è instancabile (altro che duracell), passa da un gioco all’altro, strumenti musicali, pirati, favole, cartoni, ipad (è super tecnologico). L’unico modo, quindi, per tenerlo impegnato per un periodo “abbastanza” lungo, è proporgli un’attività da fare insieme. Essendo un maschio la preparazione di torte insieme non lo entusiasma. Mi ha aiutato solo una volta a fare le formine dei biscotti che poi abbiamo regalato per Natale insieme alle marmellate fatte in casa…

Siccome nel periodo delle vacanze di Natale la ludoteca vicino casa è stata chiusa per diversi giorni, sono andata su diversi siti e gruppi facebook e ho trovato tanti lavoretti carini, e semplici, da fare con i bambini. Uno di quelli che è più piaciuto a Giorgio e i suoi amichetti, e che propongo qui oggi, è quello di creare alberelli di Natale e ghirlande (la proposta che avevo trovato era quella per queste ultime) ritagliando su cartoncino, noi, in questo caso, abbiamo scelto il colore verde, l’impronta della manina dei vostri bimbi.

Dopo aver attaccato insieme almeno sei “manine” a forma di alberello, ci si può sbizzarrire con le decorazioni. Noi abbiamo ritagliato dei cerchietti di cartoncino rosso a rappresentare le palline e attaccato batuffoli di cotone e una stellina in cima all’albero ricavata col cartoncino giallo. Io avevo anche disegnato campanelle, cavallini a dondolo, angioletti e fiocchi che i bimbi hanno colorato, poi ritagliato insieme a me e attaccato a piacere sui loro alberelli (tutti tranne su quello di Giorgio…).

Visto che oramai il Natale è passato, vi do dei suggerimenti per fare comunque qualcosa di carino con le sagome delle mani dei vostri bambini. La prima cosa che suggerisco è la ghirlanda, a seguire una decorazione da appendere fatta attaccando le mani ad uno spago (si possono fare dei buchi e infilarle o pinzarle con delle mollette colorate) e sopra ogni mano si può disegnare una lettera in modo da creare qualche scritta allegra, o anche solo il nome dei vostri figli.  Un’altra idea che mi viene in mente è creare una cornice in cui inserire la foto dei vostri bambini…

Insomma, come vedete, da un semplice cartoncino si possono ottenere tante cose carine, basta farsi guidare dalla fantasia…

Buon divertimento!

Chiara

Mamma io oggi non scio!

“Mamma, io oggi non scio!”

“Ma non se ne parla nemmeno, forza vieni a fare colazione!”

“Noooo, ti ho detto che io oggi non sciooo!”

Inizia così la nostra giornata.

Mi armo di santa pazienza perché la figlia numero due è un mulo, quando decide una cosa smuoverla diventa un’impresa titanica.

Ho fatto un lungo om buddista lungo da Bergamo fino a S. Simone Però non mollo, ora ci si deve preparare.

Capisco che non abbia una gran voglia di andare, la settimana scorsa in montagna pioveva ed è tornata a casa bagnata fino alle mutande. Che mamma cattiva, mi sento dire.

Questi momenti di opposizione sono faticosi da gestire, si innesca un meccanismo di nervosismo generale, litigi tra sorelle che degenerano e devo rimetterle ognuna al proprio angolo neanche fossero delle boxer sul ring, si aggiunge che siamo sempre in ritardo, ovviamente non ho preparato nulla la sera prima,  panini, sci, scarponi, guanti, giacche a vento, insomma un elenco infinito e sai che se dimentichi qualche cosa sei fregata. Mica puoi comprare una giacca a vento nuova in montagna.

E’ vero alzarsi presto anche il sabato è faticoso, è vero il tempo non è un granchè e anche io avrei voglia di stare sotto il piumino (terza figlia permettendo), ma sono certa che poi una volta arrivati lei sarà contenta e soddisfatta di aver preso la seggiovia per la prima volta.

C’è stato un lungo periodo di tempo quasi fino ai grandi della scuola materna e la prima elementare in cui ho avuto la tendenza a proteggerle, poverine sono piccoline, guai a chi mi tocca le mie bambine, sentivo di doverle riparare da qualsiasi piccola – grande fatica o frustrazione. Poi crescendo loro, ed io come mamma, mi sono accorta che in realtà alla lunga questo atteggiamento non paga. Penso sia importante aiutarle ad affrontare il mondo con le sue piccole e grandi fatiche con le sue piccole e grandi frustrazioni. Perché ne incontreranno nella vita. Certo io oggi avrei potuto lasciarla a casa con la sorellina ma credo che sarebbe stata un’occasione persa, sprecata. Oggi abbiamo sciato e io sono molto orgogliosa della mia bambina che nonostante la nebbia, il vento, la neve ha sciato, si è divertita e ha preso la seggiovia per la prima volta.

Arianna

I vostri racconti

Questa rubrica vuole raccogliere tutte le favole che le mamme, i papà, i nonni, le nonne, zie e zii, bambini, fratellini e sorelline, inventano.

E’ un’iniziativa assolutamente gratuita l’unico obbiettivo è quello di  promuovere l’uso incondizionato della fantasia, del raccontare, dell’inventare!

Per cui, via libera all’immaginazione vostra e dei vostri bimbi!!!! Se non sapete da dove cominciare, fatevi ispirare da episodi successi realmente, da voi e dai vostri bimbi e da lì partite per magnifiche avventure oppure mettetevi in ascolto di un gioco che i vostri figli stanno inventando.

Giusto ieri è successo un episodio divertente in casa mia che magari chissà, potrebbe diventare in futuro lo spunto di una nuova favola. Per cui osservate con occhi curiosi quello che combinano i vostri piccoli pargoletti e lasciate andare la fantasia, vi porterà in luoghi magnifici.

Vi racconto cosa è successo…..

Continua a leggere il post su: www.mammaocchiacuore.it