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Mamma Arianna – Donna Arianna

Ecco trovata finalmente la giusta occasione per fare il punto della situazione: chi sono?
E’ da dieci minuti che sono qui a riflettere su tale domanda e nonostante credevo di sapere esattamente chi fossi evidentemente il metterlo per iscritto mette in discussione la mia presunta consapevolezza.

Partiamo con una metafora che in questo momento mi ha illuminato; potrei paragonarmi ad un poliedro con un nucleo profondo è unico, prezioso e forte, solido ma non rigido perché possa continuare ad
evolversi. Da questo nucleo partono diramazioni verso tutte le varie facce che sono le mie manifestazioni esterne. Ogni faccia è una dimensione della mia vita, un mio modo di manifestarmi ma tutte le facce insieme rappresentano il mio intero essere.

Ogni esperienza della vita ha modificato in qualche modo il mio nucleo centrale ma la maternità è l’esperienza in assoluto più ricca di significato.

Credo che il mio essere mamma oggi non sia una faccia di quel poliedro ma parte integrante del nucleo.

Ho due meravigliosi bambini: Mattia di 4 anni e mezzo e Dalila di 27 mesi , sono sposata e da solo tre anni mi sono trasferita in provincia di Bergamo ma sono originaria di Latina.

Il primo anno in territorio bergamasco non è stato facilissimo ma piano piano mi sono adattata ed oggi mi sento perfettamente a mio
agio grazie anche al navigatore che è stato per vari mesi il mio migliore amico.

Quest’ultimo anno mi ha vista protagonista di una meravigliosa avventura professionale che proprio ultimamente si sta concretizzando.

Tutto è partito da un desiderio di mio padre che credo mi sia stato trasmesso geneticamente ed è esploso grazie a mio figlio Mattia che dopo i suoi primi mesi di asilo mi ha esplicitamente detto : “mamma a me la scuola non mi piace, mi annoio e non credo che ci voglio andare più”.

Naturalmente inizialmente ho ignorato la sua affermazione ma ad un certo punto non ho potuto più fare finta di nulla: pur di non andare a scuola il piccoletto si faceva venire la febbre ogni tre giorni e non sto esagerando.

Ho esaminato la situazione attentamente cercando di allontanare tutte le preoccupazioni ed insieme ad una amica incontrata poco dopo il mio trasferimento ed oggi inseparabile compagna d’avventura abbiamo deciso di fare il grande passo: aprire la scuola dei mie sogni, la IBC School.

Abbiamo incontrato innumerevoli ostacoli ma caparbiamente siamo riuscite a superarli tutti.

Il prossimo settembre 2014 inizierà il primo anno scolastico e al momento siamo alle prese con i lavori in corso (aiutooooo!).

A me non sembra vero e Mattia conta i giorni dicendo a tutti che la mamma gli ha fatto la scuola!!

Io ancora non ci credo ma sono felicissima di essere arrivata a questo traguardo e mio padre sarebbe orgoglioso di me.

Naturalmente ho ancora molti timori per l’evolversi di tale ambizioso progetto ma pian piano affronterò ogni preoccupazione!

XXX

Arianna

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Laura, colori passione e fantasia

Laura Cortinovis

Ecco mi presento! Laura, 37enne che cerca in ogni modo di mantenere un cuore bambino, mamma di Folletta e Gnometto, i miei colori più belli. Loro sono la mia fonte di ispirazione più incredibile, la parte del cuore che batte più forte. La mia bambina e il mio bambino sono l’energia che mi spinge ad inseguire i miei sogni.

Poi sono un’insegnante di sostegno della scuola primaria. Un lavoro che mi permette di vedere con i miei occhi quanto siano importanti le ”diversità” e come l’individualità di ciascuno sia un tesoro da preservare e proteggere. Da qualche mese sono autrice e illustratrice di un libro per bambini che rappresenta una strada meravigliosa che non voglio abbandonare.

E poi c’è la mia casetta virtuale: il mio blog! “I colori di Laura” è un grande contenitore di sogni. Continua a leggere Laura, colori passione e fantasia

Ma tu maestra, sei proprio un archeologo vero?”.

Ho colto con grande entusiasmo l’invito di Arianna a parlare di me, non perchè ami particolarmente farlo, anzi, ma, perchè penso che scrivere possa essere utile a mettere ordine dentro noi stessi, donando agli altri la propria esperienza.

Io mi chiamo Rosaria e sono mamma di Gioele, che a febbraio ha compiuto tre anni.

Nel luglio 2005, a 25 anni, tra lavori estivi, corsa all’ultimo esame per non perdere il diritto ad usufruire della borsa di studio e della residenza universitaria, ho conseguito la laurea in Archeologia Classica, con una tesi sul mondo dell’infanzia nel mondo antico. Se ci si mette a studiare materie quali Storia Antica, Archeologia, Egittologia, Letteratura Latina, Anatomia, Grammatica Greca è principalmente per passione e fame di conoscenza, una fame che, a mio avviso, non dovrebbe essere mai sazia.

Nel 2007 mi sono trasferita in Romagna, lasciando la Puglia, terra d’origine di mio padre, alla ricerca della mia strada e spinta dal desiderio di ricongiungermi con il mio allora fidanzato, attuale marito. Ho lavorato per qualche tempo nel settore delle Humane Resource, iniziando da uno stage, e, devo dire, che era un lavoro che mi piaceva. Successivamente ho lavorato per quasi tre anni come impiegata commerciale: era un “lavoro sicuro”.

Nel marzo 2010, ci siamo sposati ed abbiamo deciso di lasciare la città in cui vivevamo per realizzare un piccolo grande sogno: acquistare una casa in campagna, con un grande giardino nel quale far scorazzare i nostri figli. A soli due mesi dal matrimonio, in una sera di maggio, un test di gravidanza positivo, fatto mentre mio marito cucinava gli spaghetti al pomodoro, divenuti il mio piatto preferito, durante tutta la gravidanza. Conoscendo varie coppie che, desiderano ardentemente una gravidanza, ma, incontrano tante difficoltà sul loro cammino, abbiamo apprezzato ancora di più la celerità con la quale la vita ha voluto realizzare questo nostro grande desiderio.

Dopo la nascita di Gioele, la totale assenza di aiuti, la scarsità di strutture adeguate-ma, in merito a questo, penso di sfondare una porta aperta-il propendere per una genitorialità “ad alto contatto” e, conseguentemente, il desiderio di non demandare ad altri l’accudimento di nostro figlio e la sua educazione, per lo meno non nei primi mesi della sua vita, mi ha fatto subito comprendere che dovevo “inventarmi” un nuovo lavoro.

Ad un anno Gioele ha cominciato il nido part-time, ma, la ricerca di un lavoro “tradizionale” e “sicuro” si è rivelata, complice anche la crisi, difficoltosa. Prima della nascita di mio figlio, i colloqui di lavoro vertevano sulle mie esperienze e sulle tante competenze acquisite negli anni. Dopo la maternità, complici anche i miei 32 anni – e meno male che all’università mi sono data una mossa!- sembrava che io non fossi più io. Il mio curriculum, farcito di una laurea a pieni voti, qualche pubblicazione, esperienze di lavoro, anche presso aziende di un certo “peso”, lavori di responsailità, sembrava non contare più di tanto!

Il colloquio tipo era: “Ha figli?” “Si, uno””Quanti anni ha?” “Due anni” “Ha i nonni?” “No, ma mio figlio frequenta il nido ed, all’occorrenza ho anche la baby sitter” “Eh, ma se non ha i nonni, nelle vacanze che fa? Quando si ammala? Lei è molto competente ma…” . Non c’era nemmeno bisogno di proseguire oltre.

La ricerca del lavoro “alternativo” e più “compatibile” con la ferma volontà di crescere mio figlio si è rivelata altrettanto piena di salite. E allora che si fa? Ho cominciato a scavare dentro me stessa, ho metaforicamente tirato giù dal chiodo la mia laurea, ho disseppellito quell’amore mai spento per l’archeologia e la cultura.

Da più di un anno ho iniziato a progettare ed ad occuparmi della docenza di corsi di didattica archeologica. Collaboro con le scuole primarie, con associazioni culturali, con biblioteche e pinacoteche. I bambini mi guardano con ammirazione, mentre disseppeliscono dalla terra resti di dinosauri e tesori misteriosi e mi dicono “Ma tu, maestra, sei proprio un archeologo vero?”. Spesso, prima che io esca dalla classe, un bimbo si avvicina e mi regala un foglietto piegato, con disegnato un cuore rosa, o un biscotto, o un pezzo di merenda. Penso che non avrei potuto avere la fortuna di fare un lavoro più bello.

Le mie giacche e le mie scarpe con il tacco sono chiusi in una scatola, a favore di una vita in cui non conta l’apparire, ma conta la volontà di conoscere, la fame di sapere, la gioia di condividere con gli altri le proprie scoperte.

Quando lavoro di pomeriggio Gioele, che ormai frequenta la scuola primaria, mi accompagna ed è ben lieto di manipolare creta ed usare i pennelli.

In questo periodo ho incontrato tante altre mamme che, come me, per necessità e per scelta, hanno ripreso in mano la loro vita ed hanno ricominciato “da capo”. Ho incontrato tante donne fantastiche.

Ci sono altri sogni nel cassetto, altri sogni da realizzare, sento di essere in cammino, ma l’importante è avere la forza di rialzarsi e di ricominciare, sempre.

Rosaria

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“La gente ama molto dare quello che avrebbe bisogno di ricevere” ..O quello che avrebbe avuto bisogno di ricevere

Dopo tutte queste presentazioni, Michela, Valentina, Chiara e le altre diventa difficile presentarsi e dire:

Chi sono? domanda di per sé non cosi scontata

Posso dire da dove arrivo e cosa/chi/come vorrei essere..diventare

Anche se mi capita mi chiamino e mi riconoscano come Mamma Canguro, sono Serena, ho 39 anni, due figli, un ex-marito, un compagno. Abito in provincia di Bergamo.

Sono Mamma Canguro dal 2009, quando Alessandro mi ha dato la gioia e il dono di essere madre per la prima volta…o forse lo ero già da prima, ma ancora non lo sapevo…

Il 2009 segna una sorta di spartiacque tra quello che ero, quello che facevo, le cose in cui credevo, le priorità, prima tra tutte il lavoro: un lavoro in banca che fino ad allora mi aveva appassionato e che grazie a dedizione, impegno e non pochi sacrifici in un ambiente, checché se ne dica sostanzialmente maschilista, mi aveva portato ad un incarico di responsabilità come direttore di filiale prima a Milano e poi a Bergamo. Continua a leggere “La gente ama molto dare quello che avrebbe bisogno di ricevere” ..O quello che avrebbe avuto bisogno di ricevere

Palermo-Milano sola andata…(NO, NON è UN POST SULLA MAFIA!)

Ecco qui, le presentazioni oggi tocca farle a me…

Dunque.. Chi sono… Chi sono? O mamma, io nn lo so chi sono, o meglio, sono cambiate così tante cose nella mia vita negli ultimi 10 anni, sono così tante IO e mi sento così in evoluzione che… si, nn sono certa di sapere Chi sono!!…

Però adesso ci provo e vi racconto di queste Valentine! Continua a leggere Palermo-Milano sola andata…(NO, NON è UN POST SULLA MAFIA!)

Altro giro, altra corsa: Michela

C’è Valentina, che ha riscoperto una dote innata nel dipingere ed ora tinge di fantasia gli abitini cuciti dall’amica Lucia; c’è Serena, che diffonde la pratica del portare e realizza magnifici supporti per le mamme non abilissime con ago e filo; c’è Erika, che rivalorizza la loro naturale femminilità con i suoi gioielli personalizzati… Ci sono cake designers, consulenti di accompagnamento alla genitorialità, bloggers, babysitters… Sono già tante le mamme del nostro gruppo, donne che in comune hanno solo due denominatori: l’essere madri ed essere piene di iniziative per realizzarsi pienamente.

E poi sì, ci sono io, Michela. mioIo che Continua a leggere Altro giro, altra corsa: Michela

Oggi tocca a me!

Ciao a tutte, oggi tocca a me fare le presentazioni.

Sono Erika, ho 39 anni sono mamma di una piccola peste di 6 anni che si chiama Nadia.

Ho una laurea breve in Operatore dei Beni Culturali e per 11 anni circa ho lavorato come archivista.

Fin da bambina il mio sogno nel cassetto è stata l’oreficeria. Per anni ho pensato che quella sarebbe stata la mia professione, poi come spesso capita per una serie di cause diverse mi sono ritrovata a fare tutt’altro.

Archivista dunque, che dire, non c’entra proprio nulla! Ma l’immagine di me come orafo artigiano è sempre rimasta in un angolino della mia mente, ben nascosta. Nel mio tempo libero ho sempre coltivato hobby creativi, ceramica, pittura, scultura, persino uncinetto.

Ovviamente tutto è cambiato con l’arrivo di Nadia, perché se già la maternità sconvolge la vita di qualunque donna, l’impatto è ancora maggiore se dopo la gravidanza scopri di essere malata. Già, purtroppo dopo la nascita della bambina ho iniziato a star male, un malessere indefinito, febbre, stanchezza, dolori muscolari, in pratica avevo la sensazione di avere costantemente un’influenza in arrivo da un momento all’altro.

Per farla breve ho scoperto di avere una malattia autoimmune. Niente di tremendo comunque, forse l’aspetto peggiore è quello psicologico, perché essere sempre stanchi e doloranti pesa sulla vita quotidiana, specialmente se hai una bambina piccola che non sei in grado di goderti come vorresti.

Nel frattempo anche il lavoro ha iniziato a “zoppicare”. I mesi passavano ed io mi sono accorta che stare a casa ad aspettare una telefonata (che sarebbe potuta non arrivare mai), sicuramente non era la strada giusta.

Un giorno, per caso, in una libreria mi sono imbattuta in un libro che ha dato il via alla concatenazione delle circostanze che mi hanno portata qui oggi. Il libro in questione era: “Realizzare gioielli in pasta d’argento. Tecniche semplici e straordinarie per creare fantastici gioielli, senza forno”, Sue Heaser, editore Il Castello srl, 2009, Cornaredo (Milano).

Quello con la metal clay è stato “amore a prima vista”, mi ci sono buttata anima e corpo con molte soddisfazioni, ma anche molte batoste. Ho seguito dei corsi ed ho anche ottenuto la certificazione che mi permette a mia volta di insegnare.

Così è capitato che un giorno dal mio passato è emersa una mia ex compagna di liceo (Arianna) che mi ha proposto un’idea un po’ folle, per la quale però avevo proprio i requisiti giusti: creare una rete di mamme che hanno un’esperienza comune, quella di essersi dovute “reinventare” a seguito o per merito della maternità. Eccomi quindi in questo gruppo di donne fantastiche, brillanti, coraggiose, piene di idee e di iniziativa, alla ricerca di un proprio personale modo di conciliare realizzazione professionale e maternità.

La nostra avventura è solo agli inizi, volete venire con noi?

http://ilgattodargento.wordpress.com/