Il Mezzo Mondo di Uescivà

Ero sempre lì, sulla soglia, durante quel fatidico interminabile momento in cui ho affacciato il naso nella blogosfera, quando, oltre a scoprire un simpatico mucchietto di paroline aliene e altre cose sconosciute, mi sono ritrovata davanti a un innumerevole elenco di mommyblog. E a momenti mi piglia un colpo. Il web ne è davvero pieno, sono tantissime le mamme nella blogosfera!

E, va bè, la domanda sorge spontanea, come mai? Ci saranno molte e variegate spiegazioni. Forse c’è bisogno di un po’ di riconoscimento per questo mestiere che si dà tanto per scontato, ma è il più difficile del mondo? Bisogno di confrontarsi e condividere? Reinventarsi un lavoro a misura di famiglia? Tra tutto, io penso che, probabilmente, il motivo di fondo è lo stesso per tutte e sono le tantissime cose che abbiamo imparato e che stiamo impariamo dai nostri bimbi.

E allora ci ho pensato, a lungo, a quello che mi è successo quando è arrivata la pisquana. Come vi dicevo, quella sera, non per caso e non certo all’improvviso, ma di schianto certamente, sono proprio precipitata in un altro mondo dentro a questo mondo, io l’ho chiamato il Mezzo Mondo di Uescivà.

Un mezzo mondo perché raramente ci facciamo veramente attenzione, perché forse è un po’ sfuggente, difficile da vedere e da acciuffare come un bimbo che corre veloce. Un mezzo mondo perché a raccontarlo non bastano le parole, ma ci vuole uno strano difficilissimo mix di ingredienti mica semplici da recuperare per un adulto. Quel mezzo mondo che nelle migliori favole si trovava con un passaggio segreto, una porta nascosta o dentro a uno specchio e che da bambini, per una volta almeno, tutti abbiamo cercato di nascosto da qualche parte in casa nostra. Io da piccola ne ho trovati molti di quei passaggi, me lo ricordo, ma adesso è più difficile.

Uescivà?! Come si fa?! Mi chiede sempre la pisquana nella sua lingua da bambina. Bella domanda. Me lo sono chiesto (e credo continuerò a chiedermelo per tutta la vita) un millimiliardo di volte da quando è arrivata: ma come faccio adesso a guardare il mondo alla sua altezza dalla mia? (che poi quando la disparità d’altezza non ci sarà più, sarà magari anche più difficile…).

Ecco per me forse il passaggio segreto è stata la scoperta che da quell’esserino, fin da subito, avevo più cose da imparare che da insegnare.

Imparare a guardare, guardarmi fino in fondo, fare i conti con me stessa, voler ancora più bene al suo papà, ai nonni, agli amici. Imparare la pazienza. Imparare a farmi la doccia in 45 secondi. Imparare ad arrangiarmi, a rinnovarmi, a resistere, a restare da sola, a ricominciare. Imparare a cambiare tante vite in una sola vita.

Ognuno ha una sua particolarissima strada. A me è stata data in dono questa. E così la piccola Sofia, oltre ad avermi insegnato a diventare una mamma, mi sta soprattutto aiutando a diventare la persona che “dovevo” essere.

Vieni a trovarci nel Mezzo Mondo di Uescivà!

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